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BarberOsgerby: storie di cose

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Hanno disegnato la torcia olimpica e la nuova moneta da due sterline. E decine di splendidi mobili, oggetti e spazi che sono belli per sottrazione, pure senza mai arrivare a un minimalismo freddo e spietato. Il successo non ha però dato alla testa di BarberOsgerby : il duo inglese, infatti, ha deciso di impegnare le sue forze per realizzare una mostra che di mediatico ha pochissimo ma che, secondo me, è proprio quello di cui abbiamo bisogno oggi.

In The Making, che apre oggi al Design Museum di Londra, non è infatti la solita retrospettiva o catalogo di prodotti sponsorizzati dalle aziende. Si tratta, invece, di un’opportunità data al grande pubblico di riaggangiarsi emotivamente agli oggetti: i due designer hanno infatti deciso di focalizzarsi non tanto sull’oggetto finito, quando sul processo industriale (e non solo quindi vagamente “creativo”) che lo sostiene.

È un approccio che trovo significativo e soprattutto perfettamente calzante con il periodo in cui viviamo e con il non-rapporto con le cose che la cultura digitale ci ha portato ad avere (magistralmente riassunto in questo bellissimo video di Tara Subkoff con Milla Jovovich, presentato alla Biennale di Venezia). Ed ecco cosa mi hanno raccontato i due designer a proposito della mostra.

Una lattina di aluminio di Coca Cola prima della pressione nello stampo

Una lattina di aluminio di Coca Cola prima della pressione nello stampo

In un momento storico in cui gli oggetti sono sempre più misteriosi (high tech, pieni di elettronica, difficili da aprire e da esplorare, troppo costosi da riparare) mi sembra che questa mostra sia un po’ come una boccata d’aria fresca. Cosa volevate dire esattamente al vostro pubblico?

JAY: Un po’ quello che hai detto tu con la tua domanda. I nostri nonni e i nostri genitori erano circondati da oggetti “fatti” e costruiti. E da luoghi di “produzione”: dai laboratori artigianali alle fabbriche, passando per i panettieri. Oggi, invece, la manifattura avviene in posti lontanissimi, misteriosi e tanto più vengono rimossi dal nostro quotidiano quanto più perdiamo contatto con l’atto di creazione che porta a fare cose utili. Ecco, secondo noi è giunto il momento di celebrare la bellezza e l’artisticità del fare in termini concreti, mostrando quindi ciò che realmente avviene dietro le quinte.

 

La lavorazione di una sedia in legno curvato di Thonet (foto di Mirko Krizanovic)

La lavorazione di una sedia in legno curvato di Thonet (foto di Mirko Krizanovic)

 

In che modo la gente oggi si relaziona agli oggetti?

JAY: Penso che in generale non si apprezzi più quello che c’è dietro le cose. Anche l’atto di acquisto è diventato remoto, senza un contatto fisico. Secondo noi, invece, ogni oggetto ha una storia da raccontare (anche se alcuni parlano meglio e di più di altri): per lo meno una di origine, provenienza, creazione, passione… Chissà, forse se tutti raccontassero di più queste storie il bisogno di consumare compulsivamente rallenterebbe, per il semplice fatto che la gente inizierebbe a ridare alle cose il valore che meritano.

Cosa sarebbe bello che il pubblico ricordasse da questa mostra?

EDWARD: Innanzi tutto vorremmo intrigarli e incuriosirli. Ci sono così tante cose da scoprire nella mostra perché abbiamo cercato di demistificare e spiegare il processo di creazione e realizzazione di tanti oggetti quotidiani grazie a filmati, dati e anche elementi degli oggetti stessi. La mostra ha poi un aspetto educativo che spero ispiri una generazione futura di designer e di creatori.

Cosa può interessare di questa mostra a un non addetto ai lavori?

EDWARD: La nostra speranza è che vedano le cose sotto una nuova luce. Che vedano come nascono gli oggetti che usano quotidianamente e che quindi li inizino a guardare con altri occhi. Ci saranno matite e lampadine ma anche oggetti high tech come il chip o il corpo di un Apple MacBook realizzato con una macchina a controllo numerico. Abbiamo selezionato gli oggetti in base al loro processo di fabbricazione per offrire al visitatore uno spettro quanto più ampio di prospettive di manifattura.

Il processo di manifattura della torcia olimpica progettata da BarberOsbergy

Il processo di manifattura della torcia olimpica progettata da BarberOsbergy

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