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De Vecchi: sogni d’argento

ENGLISH TEXT Per realizzare una brocca, qui ci vuole come minimo una giornata intera. Per preparare il metallo con la torcia, prima dello stampo, è necessario un tempo preciso che solo l’occhio esperto sa valutare. Per saldare senza soluzione di continuità due sezioni bombate a specchio, serve un’expertise che si acquisisce con un apprendistato decennale. Siamo nel laboratorio di De Vecchi, a Milano. Un atelier di tre, quattro stanze in vecchio edificio sui Navigli, in cui si respira un’aria da bottega rinascimentale. Qui è  nato il primo candelabro senza braccia, nel lontano 1947; e qui sono stati realizzati i primi esperimenti i di design cinetico e multi-sensoriale, negli anni Sessanta con le famose caffettiere specchianti di Gabriele De Vecchi.

Un pomeriggio con Alberto Alessi

ENGLISH TEXT Al nostro incontro a Crusinallo, sulle rive del Lago d’Orta in Piemonte, Alberto Alessi arriva un po’ trafelato. Ha passato la mattina nella sua vigna tra un paio di anni gli darà del buon vino. Indossa pantaloni e maglietta nera e un paio di sandali. È chiarissimo che all’ufficio con l’aria condizionata preferisce la vita all’aria aperta. Come tutto quello che il patron di Alessi fa, anche il quella del vino è una passione. Che verrà trasformata in un business. «Cioè così spero», dice Alessi – cui a 66 anni non manca mai, nemmeno per un istante, il guizzo della curiosità nei grandi occhi azzurri –, «ho iniziato con la vigna nel 2000 ma non ho ancora venduto nulla: la natura ha i suoi tempi per arrivare alla qualità». Non solo la natura: il vino della vendemmia del 2009 era ad esempio pronto per essere imbottigliato ma Alessi non ha ancora dato il via: «ho disegnato io stesso la bottiglia, c’erano problemi nella produzione (quando la vedrà capirà, è abbastanza particolare). Non potevo …

Provaci ancora, Renato

ENGLISH TEXT Per un capitano d’azienda, Renato Preti è solito navigare in acque tumultuose. E uscirne sempre indenne. Dopo l’esperienza maturata in Comit, come responsabile della finanza aziendale, è diventato famoso nel settore per aver partecipato all’acquisto, tramite il fondo Opera da lui fondato insieme a Bulgari, di Unopiù e B&B Italia. Dopo qualche anno, Bulgari si è poi dileguata (per focalizzarsi sul core business della gioielleria piuttosto che dell’arredo, vedi: A Bulgari non piace più l’ Opera). Dopo aver venduto la sua parte, Preti si è gettato in una nuova avventura, quella di Skitsch, il marchio del design sperimentale (con Direttore Artistico Cristina Morozzi). Per esso, Preti aveva progetti in grande: apertura immediata di 13 vetrine in pieno centro (anche se, ammettiamolo, non esattamente in un luogo di grande passaggio), in via Monte di Pietà; grandi investimenti per e-commerce; store super glamour in location decisamente upmarket come nel Brompton Design District a Londra. A dicembre 2010, poi, la doccia fredda. Preti se ne deve andare, dice il consiglio di amministrazione. Ma, dice lui stesso, …