All posts tagged: Fotografia

#MyFuorisalone // Zona Tortona // Moooi The Unexpected Welcome

Cos’è: l’evento-installazione del marchio olandese Moooi che ogni anno lavora con un artista-fotografo nella creazione di ambienti che interpretano i propri arredi. Chi l’ha creato: Marcel Wanders, il designer-imprenditore a capo del marchio, e Rahi Rezvani, artista-fotografo. Perché andarci: perché Rezvani è un artista decisamente diverso rispetto a quelli che Moooi ha scelto per le sue installazioni precedenti. Mentre Erwin Olaf e Massimo Listri erano maestri nella creazione di immagini perfettamente nitide, molto simili a certezze per quanto crude esse potessero essere, Rezvani è il maestro della realtà sospesa. Penso che sarà davvero interessante vedere come il mondo di Rahi si sposerà a quello di Wanders, così profondamente diverso… A chi interessa: agli appassionati di fotografia artistica. E a chiunque cerchi uno scatto memorabile da postare su Instagram. Non sarà mai deluso! Dov’è: Via Savona 56

Carl Kleiner: una bella foto è come il primo bacio

Ci sono fotografi che danno agli oggetti la dignità che si meritano. Lo fanno usando la conoscenza intima degli oggetti stessi come leva emotiva. E noi, che guardiamo, ci innamoriamo perdutamente di loro. Riusciva in questa impresa Aldo Ballo che fotografava una poltrona con uno sguardo così languido che neanche fosse Kate Moss. E ha oggi lo stesso effetto (parlo a titolo personale, ovviamente) lo svedese Carl Kleiner, con la sua passione per una perfezione che vive in una terra di mezzo, tra realtà e finzione.   Ieri sera Carl era a Milano, allo showroom di Flos per cui ha appena firmato un catalogo (la mostra con i suoi scatti rimarrà aperta anche nei prossimi giorni, info su flos.com). Il soggetto? Lampade architetturali. Quelle tecniche, che di solito vivono (esteticamente parlando) in relazione con lo spazio che illuminano. Non è quindi facile riempire centinaia di pagine di immagini di prodotti di questo tipo facendo provare al lettore anticipazione e curiosità. Di solito, le pubblicazioni a loro dedicate sono – ammettiamolo – una noia rara. Invece …

In casa Dior

C’è qualcosa di misterioso nella quasi estrema familiarità di queste immagini della campagna di Dior Homme. Tutto merito degli interior iperclassici, dall’eleganza senza tempo – che dire del mix tra il mogano e la moquette quadrettata o il verde del tavolo da biliardo, tutto oh so gentleman’s style – perfetti per sottolineare, per contrasto, la collezione autunno/inverno di Kris Van Assche (con i suoi disegni geometrici un po’ surreali che sembrano uscire da un film sci-fi degli anni sessanta). La fotografia è di Willy Vanderperre, lo styling di Olivier Rizzo. Bellissimo…

Se l’interior diventa un palcoscenico emotivo

ENGLISH TEXT Ha aperto qualche giorno fa a Parigi, alla Galerie Clementine De La Ferronière una personale del fotografo Baudouin, famoso per i suoi scatti a donne parigine nelle loro case. L’occasione è la pubblicazione di un libro, 75 Parisiennes (ed. Snoeck, 36 euro). Mi piace segnalare questa mostra perché il fotografo utilizza gli interior in modo narrativo, trasformandoli in palcoscenici emotivi che fanno da supporto alle personalità che li abitano. Siamo lontani mille miglia dalla freddezza degli interni “progettati”, da catalogo e per questo ci sentiamo immediatamente incuriositi e attratti dai dettagli. È un effetto che mai alcun catalogo di arredamento, per quanto studiato, riesce a dare. Ecco, penso che come nella moda sempre più brand si raccontano con veri e propri film (vedi l’ultimo capitolo di Women’s Tales di Miu Miu presentato a Venezia, il corto It’s Getting Late), anche l’altra parte del made in Italy, quella del design, potrebbe davvero guadagnare rinunciando alla freddezza e all’algidità che spesso lo caratterizza in tema di comunicazione. Del resto, non è esattamente questo che ha …

Things Organized Neatly: un po’ di ordine sul web

ENGLISH TEXT Qualche giorno fa mi sono imbattuta per caso – come spesso accade navigando in rete – in un intrigante blog chiamato «Things Organized Neatly». Fedele al suo nome, si tratta di una collezione di immagini di oggetti, persone, paesaggi, architetture e generiche situazioni il cui commune denominatore è l’esser stati organizzati in una composizione estetica razionale e decisamente piacevole. Una collezione che, lo ammetto, mi ha tentuta incollata al video: le sue immagini iper-razionali funzionano infatti un po’ come magneti, quasi un salvagente visivo nel cacofonico oceano del web. Solo dopo un bel po’ di schermate la domanda sorge spontanea: ma il creatore di una cosa del genere starà bene di salute? È infatti facile, davanti a una simile ricerca (decisamente ossessiva) per la perfezione estetica, percepire qualcosa di sinistro…Il blogger però mi spiega che non è così che Things Organized Neatly va letto… Chi sei ? Mi chiamo Austin Radcliffe, ho 25 anno e sono uno studente della Herron School of Art & Design, Indianapolis, USA. Qual è il concept che ha …

Scatti da sogno

ENGLISH TEXT: http://wp.me/p239y2-aq Fino all’11 marzo, la galleria Chambre di Strasburgo www.la-chambre.org, in Francia, esporrà le opere della fotografa inglese Lottie Davies: una raccolta di immagini che mette in scena, come ben descrive il titolo, Memories and Nightmares, atmosfere oniriche generate da ricordi e sogni dell’artista. Non a caso ogni scatto è accompagnato da una corposa didascalia che ne descrive la genesi e l’elemento di ispirazione. Opere forse in qualche modo liberatorie per la fotografa (vincitrice del Premio Arte Laguna 2011 e del Taylor Wessing Photographic Portrait Prize nel 2008) che descrive così il suo progetto: “si ispira al desiderio di trasformare le narrazioni, scaturite da esperienze individuali, reali o fittizie, in immagini. Abbiamo tutti un bagaglio di storie e miti che utilizziamo per raccontare quello che siamo. In un certo senso, i ricordi sono un’esperienza come tante altre e per questo cambiano con il tempo, attraverso le parole di chi li racconta e le impressioni di chi le ascolta”. Cristallizzandoli in immagini, la Davies vuole “celebrarli nella loro essenza e incoraggiare il pubblico a …

Erotismo, architettura e design: Carlo Mollino

ENGLISH TEXT: http://wp.me/p239y2-98 Difficile definire Carlo Mollino (1905-1973). Di certo fu un architetto (ha progettato di tutto, dalle case popolari a grandi spazi pubblici, rappresentativi o amministrativi, spesso rifiutando lo stile nazional-popolare supportato dal regime del tempo a favore di un sapore più nordico, ispirato ad Alvar Aalto o altri maestri scandinavi). E fu un designer: come non innamorarsi dei suoi bellissimi arredi, sinuosi e aerodinamici, prodotti da Zanotta (www.zanotta.it) e ora in vendita alle aste di collezionisti? Ma oltre a tutto questo, Mollino fu anche un uomo che amava vivere la vita, in tutti i sensi e con tutti i sensi. I suoi hobby? Guidare macchine da corsa e aeroplani. Ma soprattutto buttarsi in picchiata dalle cime più imperiose con gli sci. Il suo amore per la montagna era talmente grande da spingerlo a trasformarsi anche temporaneamente in scrittore per dare vita a un manuale, ad uso delle scuole: Introduzione alla discesa libera (Mollino era anche il direttore della commissione che governa le scuole di sci italiane). Una vita piena, insomma, quella di Carlo …

Lisa Klappe: bellezza e decadenza

ENGLISH TEXT: http://wp.me/p239y2-8d Ho sempre apprezzato moltissimo il lavoro di Lisa Klappe  (www.lisaklappe.com). Da anni la giovane fotografa olandese firma i migliori scatti relativi al mondo del design (è la fotografa ufficiale della Design Academy di Eindhoven (www.designacademy.nl) ma ha dato il meglio di sé lavorando con Jo Meesters (www.jomeesters.nl) o altri giovani designer come Ontwerpduo  (www.ontwerpduo.nl). La tradizione nella quale si può iscrivere il lavoro di Lisa è opposta rispetto a quella, più minimalista e nata in Italia con Aldo Ballo, che mette l’oggetto da solo al centro della narrazione dell’immagine, trasformandolo in un personaggio a sé stante. La Klappe invece lavora moltissimo sullo styling: l’oggetto, da solo, non significa nulla nei suoi scatti ma assume un ruolo fondamentale all’interno di un curatissimo set, fatto di persone, ambientazioni e soprattutto luce. L’oggetto vale in quanto elemento di una storia più grande. È interessante quindi segnalare una mostra che presenta il lavoro artistico di Lisa Klappe (che l’olandese sviluppa in parallelo con quello a cui siamo da sempre esposti, legato al mondo del design): Decadent Pigeons apre …

Himitsuhana: la poesia per immagini di una (finta) giapponese

ENGLISH VERSION: http://wp.me/p239y2-1m Le belle foto di Himitsuhana, costruite a strati come quadri, pensate per trasformarsi in narrazioni complesse e comunicare un mondo che va oltre quanto è visibile con i soli occhi, mi ricordano quelle di Sarah Cooper e Nina Gorfer, recentemente raccontate su D in occasione della pubblicazione del loro libro My Quiet of Gold, ed Gestalten: lauratraldi.wordpress.com/2011/09/23/storie-magiche-di-un-paese-che-non-ce-piu/. Ecco cosa dice la fotografa, che all’anagrafe si chiama Chiara Fersini, ha 25 anni, vive a Lecce e di mestiere fa la designer e la visual artist. Perché hai uno pseudonimo giapponese e cosa significa? Himitsuhana è un nome composto e significa fiore segreto. Si tratta di un nickname che mi ha dato un amico giapponese iscrivendomi su Flickr quando ancora la fotografia non era diventata la passione che è per me oggi. Non so bene perché abbia scelto quell’accostamento di nomi però mi ha portato fortuna. La fotografia è la mia cura, hai detto. Cosa intendi? Un artista è di solito considerato una persona che possiede una sensibilità superiore alla media, ed è vero, solo che …