Giovani designer
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Un altoatesino a Benevento: Harry Thaler allo Spazio Swing

1.Harry Thaler - Silk Chandelier, 2012

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Mi piace il lavoro di Harry Thaler perché parte da un amore che si percepisce immediatamente come onesto per la quotidianità del mondo che lo circonda. Il suo oggetto preferito? Un utensile da falegname. Il materiale che più lo incuriosisce? Il legno di melo, di cui il suo natio alto-adige abbonda.

3. HARRY THALER - Silk Barrel, 2012, work in progress

Nel mondo delle designer-celebrities (anche fatto di molti personaggi che paiono understatement ma di fatto trasudano boria da ogni poro) Harry è, insomma, un soffio d’aria fresca. Per questo la neonata galleria Swing di Benevento ha deciso di mettere in scena il suo approccio al progetto che parte sempre dal confronto con elementi e materiali divenuti simbolo dell’identità di un territorio o di un’epoca. «Harry riparte da genius loci e know-how tradizionali per rinnovare le forme del design» scrive Antonella Palladino, la curatrice della mostra a lui dedicata Lichtkammer (fino al 5 maggio).  Protagonista della mostra sono i pregiati tessuti dell’antica manifattura di San Leucio che Harry, per la prima volta alle prese con materiali “nobili”, ha utilizzato per rivestire delle lampade in acciaio a forma di scatole, piegate a mano e ricoperte di avanzi di tessuti pregiati: damaschi, lampassi e liserè. Gli stessi sono serviti a Thaler per ricoprire – un contrasto davvero speciale – la sua famosa poltroncina Barrel, realizzata durante la crisi petrolifera del 2007 comprimendo un barile di petrolio. Fino al 5 maggio. www.harrythaler.it, www.spazioswing.it

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