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Un Julian Assange dell’architettura? Una chiacchierata con il fondatore di Archleaks

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È un one man show ma sta facendo tremare il mondo dell’architettura – in Inghilterra, Spagna e Italia. Lo fa partendo dalle fondamenta, permettendo cioè a chi lavora (o ha lavorato) nei grandi studi di postare commenti anonimi sul quotidiano professionale, umano e naturalmente economico. Archleaks è la nuova piattaforma di comunicazione per «il 99%» dell’industria creativa. Con 10-15.000 pageviews al giorno (in poche settimane di presenza online) è un fenomeno web in rapidissima crescita e, come tale, anche uno strumento potenzialmente pericoloso visto che l’unico criterio per giudicare la veridicità delle affermazioni è il rating che dà la comunità stessa cliccando Agree o Disagree. Impossibile non essere affascinati da questa finestra aperta sugli studi, soprattutto per chi conosce tanta gente del settore (e ha ascoltato via voce commenti a volte ben più feroci rispetto a quelli pubblicati su Archleaks). Abbiamo contattato il fondatore di Archleaks che gentilmente ha deciso di parlarci…

Chi sei? Sedat Bayrak, di Istanbul.

Ma è il tuo vero nome? (c’è un famoso calciatore turco che si chiama Sedat Bayrak e il dubbio sorge spontaneo)… Assolutamente sì, è il mio nome. E sono un architetto.

C’era bisogno di Archleaks? C’è uno scopo dietro tutto quello che vedi online adesso e ti posso assicurare che è più ampio rispetto a quello che si può immaginare al momento. Non voglio svelare di più per adesso. Ma diciamo che tra una settimana, più o meno, ci sarà una nuova release del sito. La sto sviluppando con Mertcan Mermerkaya, un esperto del settore. Si tratta di una piattaforma pensata per diventare virale, crescere abbastanza velocemente ma soprattutto autonomamente, con il supporto dei social media. E ti  posso dire una cosa: andremo oltre l’architettura…

Dello scopo però non mi hai ancora detto. Su internet c’è già chi ti chiama il Julian Assange dell’architettura e del design. Pensi che questa iniziativa in qualche modo migliorerà il rapporto tra le giovani leve e i professionisti già affermati? Creerà anche tanta animosità, di certo: sul sito italiano i commenti sono al vetriolo… Cambiare il mondo non è lo scopo principe del sistema. Anche se mi viene da dirti: aspetta un po’ e ne vedremo delle belle… Archleaks non è altro che una piattaforma di comunicazione sulla quale promuoviamo attivamente l’anonimato dei commenti. Vogliamo, in sostanza, che sia chiaro al mondo cosa c’è davvero dietro le copertine patinate delle riviste. I commenti sono al vitriolo sul sito italiano, è vero. Non è così su quello inglese. Forse questo la dice lunga sulla situazione in Italia….

La prima critica che viene in mente leggendo Archleaks è che chiunque può postare commenti che non sono necessariamente veri (opinioni, interpretazioni personali di fatti etc). Ovviamente sai che in questo modo puoi rovinare la reputazione di uno studio… come rispondi a queste affermazioni? Questo è il punto più importante della conversazione. Io credo nell’anonimato. L’anonimato porta all’onestà vera. Qui non hai nemmeno un nickname sotto il tuo commento. Se cerchi notorietà, non la troverai. Perché dovresti mentire? Puoi essere d’accordo o meno con quello che ti sto dicendo ma effettivamente funziona. Internet da il meglio di sé nell’anonimato: è un mezzo potentissimo per far sentire la propria voce, sapendo che non ci sarà alcuna conseguenza. Quante piattaforme ci sono già in cui ogni nostra frase viene ricondotta automaticamente al nostro  nome e alla nostra foto? Qui siamo davanti all’opposto. Il sistema di rating aiuta chi legge a capire quante persone sono d’accordo o in disaccordo con il post. è la community a definire la veridicità delle affermazioni.

Hai già avuto problemi con i grandi studi? Sì. Mi hanno chiesto di togliere dei post e uno studio ha intrapreso un’azione legale.

Ma gestisci tu da solo tutte e tre i siti di Archleaks? quello spagnolo, quello inglese e quello italiano? Sì, sono il moderatore di tutti. Ma a breve trasferirò l’amministrazione di quello italiano a un architetto italiano – e lo stesso farò negli altri paesi.

Perché sei così arrabbiato con gli studi di architettura? Hai avuto delle esperienze negative? Non sono arrabbiato ma sono un insider e so bene come vanno le cose. Penso solo che sia giusto che il mondo sappia. Io modero i post – assicuro che non vengano postate frasi offensive a livello di linguaggio. E non faccio altro: non ho mai scritto nulla su Archleaks. Ho creato la piattaforma: il contenuto viene dal mondo.

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