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Cento3: un progetto inedito di Achille Castiglioni nasce grazie alla stampa 3D

written by Laura Traldi
CATEGORIE Progetti Design

Nomi che sembrano una formula matematica: Cento3 + Ego.M. Un progetto (impossibile) di un grande maestro nascosto dietro uno specchio per anni. La tenacia di due eredi per portarlo alla luce. L’inventiva di nove ragazzi, ex compagni di scuola, nel risolvere il puzzle.

Nella storia di Cento3, gli strumenti per la scrittura di progettati nel 2001 da Achille Castiglioni e Gianfranco Cavaglià e ora prodotti dalla start up italiana Ego.M (in vendita da oggi) ci sarebbero tutti gli ingredienti per una mini-serie TV, per la regia della Fondazione Achille Castiglioni.

Il protagonista sarebbe ovviamente lui Achille, che oggi avrebbe compiuto 103 anni (Cento3), con la sua degna spalla Gianfranco Cavaglià, l’architetto che per anni lavorò in studio con lui.

Immaginate i due che disegnano una matita ergonomicamente perfetta: trilobata, fa letteralmente entrare le dita nel suo corpo quando la si impugna e per questo non scivola mai ma anche non rotola, diventa la mano che la usa. Peccato che fosse anche praticamente impossibile da produrre nel 2001: realizzarne la forma usando stampi o frese, gli strumenti disponibili allora, è pura follia e il progetto finisce nel dimenticatoio. Anzi, viene occultato dietro un arredo dello studio di Achille Castiglioni (oggi sede della Fondazione a lui dedicata) fino al 2012 quando i figli Carlo e Giovanna Castiglioni lo ritrovano. E cominciano a pensare a come dargli nuova vita.

Di porte in faccia ne prendono anche loro, come il papà, ma non demordono. E alla fine a trovare una soluzione arrivano dei ragazzi: nove ex compagni di liceo che, anche grazie al Covid, si sono lanciati da un anno in un’avventura tecno-imprenditoriale chiamata Ego.M. Cioè trovare materiali e modi diverse di produrre cose belle. (Nda: I nove di Ego.M sono giovani, sanno cose e sprigionano entusiasmo: mi hanno ricordato i Famous Five o i Secret Seven di Enid Blyton ;-).

Cento3 è una collezione di tre pezzi: una matita, una stilografica e una micromina. Sono tutti formato pocket ma il tappo, quando lo si posiziona dietro, diventa perfetto per accogliere la mano. La forma, come si è detto, è trilobata: come un fiorellino formato da tre cerchi. L’impugnatura è dunque salda, solida e quando i tre strumenti per la scrittura vengono riposti sul tavolo non rotolano via.

Per i primi prototipi, Achille Castiglioni e Gianfranco Cavaglià avevano pensato al legno e si erano rivolti a Bottega Ghianda. Ego.M riprende il desiderio originale dei progettisti di realizzare una texture naturale e propone il grafene da stampare in 3D che al tatto dà una sensazione vellutata.

C’è molta poesia in questa scelta. Perché ovviamente il grafene è un’esfoliazione della grafite (il materiale che da sempre è simbolo della matita e quindi della scrittura a mano). Ma è anche un componente super tech perché conduttore, sempre più utilizzato per gli wearables. Come dire il passato che incontra il presente.

Come ogni progetto contemporaneo che si rispetti, anche la collezione Cento3 è stata pensata per una scalabilità nel tempo. Infatti a breve, promettono da Ego.M e dalla Fondazione Castiglioni, arriverà una serie di accessori che ne amplieranno le funzioni. Come un software, ma decisamente ancorato al mondo analogico. Delizioso.

 

 

 

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