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David Chipperfield è il nuovo direttore di Domus: «sarà una rivista a più voci e impegnata su temi rilevanti»»

written by Laura Traldi

È David Chipperfield il nuovo direttore di Domus. La sua sarà una rivista impegnata sui temi reali di oggi: ambiente e diseguaglianze. Per ridare un ruolo vero all’architettura in un momento  in cui sembra schiacciata da esigenze economiche, politiche e di interesse lobbystico.

Alla fine della conferenza stampa di presentazione della Domus di cui sarà direttore per dieci numeri dal 2020, David Chipperfield ha riassunto il suo approccio editoriale citando il primo editor e fondatore Gio Ponti. E dicendo che la rivista che troveremo in edicola da gennaio sarà un po’ “vecchio stampo”. Per lui (e anche per chi scrive) questa definizione è un valore aggiunto: quello dell’approfondimento, del darsi tempo per capire davvero progetti e situazioni, del permettersi il lusso di ascoltare voci e godere di sguardi diversi sulle cose.

Una Domus militante

David Chipperfield Domus editor in chiefIn controtendenza con un’editoria sempre più mordi e fuggi e con una comunicazione sempre più costruita su misura di social media, la Domus di David Chipperfield sarà dunque una rivista militante. uno strumento per aiutare l’architettura a «ritrovare voce in capitolo». Secondo il neo-direttore, infatti, l’architettura non è un sapere verticale che dialoga con se stesso e il suo passato ma una professione di grande valenze sociale e politica. Ma che, per esercitare la sua influenza, deve saper ascoltare e connettere luoghi e comunità.

(Lui, Chipperfield, questa operazione di ascolto in prima persona la sta facendo in Galizia. Dove ha creato una fondazione dedicata allo sviluppo di attività sostenibili atte a ripopolare quest’area della Spagna)

Ripensare l’architettura per affrontare cambiamento climatico e disuguaglianze

La Domus di David Chipperfield sarà quindi tutta incentrata sulle due «tematiche fondamentali del nostro tempo: il cambiamento climatico e le diseguaglianze sociali». E sarà una rivista di approfondimento, di studio, di analisi. Uno strumento per osservare dove stanno andando architettura e design, permettere a entrambi di cogliere le proprie responsabilità nei confronti delle problematiche ambientali e sociali di oggi. Per pensare a modi diversi di lavorare e operare in questo contesto in continua evoluzione.

Per farlo, David Chipperfield ci metterà la faccia: firmando in ogni numero un editoriale programmatico e tematico. E realizzando di volta in volta un lungo dialogo con un altro architetto («non per parlare del suo lavoro ma del suo modo di intendere la professione»).

Jasper Morrison, Thomas Demand e Iwan Baan

La sezione Design sarà curata da Jasper Morrison che di volta in volta sceglierà e analizzerà in profondo uno o più progetti, mettendoli in un contesto più ampio e cogliendone l’attualità al di là del tempo. Mentre le copertine saranno immagini di dettagli di architetture, realizzate da Thomas Demand. Iwan Baan sarà invece l’autore delle immagini delle architetture “sviscerate” nella sezione Progetto.

Le responsabilità dell’edilizia

«Tutti i direttori di Domus hanno senz’altro pensato di vivere in un’epoca speciale. Per nostra sfortuna, questa lo è davvero», ha detto David Chipperfield. «Perché obiettivamente siamo in un momento in cui la professione deve confrontarsi con sfide esistenziali dell’umanità – ambiente e diseguaglianze. Siamo un’industria di costruzioni, il nostro impatto è enorme. Quando trasformiamo le città e lasciamo che tanti siano emarginati (il 25% della popolazione urbana mondiale vive in luoghi “temporanei”) che responsabilità dobbiamo addebitarci? Possiamo dire che non sia colpa nostra, che siamo un’industria di servizio e obbediamo ai briefing. È vero. Ma in questo modo diventiamo dei meri strumenti per la modificazione di prodotti, per la glorificazione del comfort per pochi, per l’arricchimento di chi fa i grandi investimenti in real estate. È questo che vogliamo? Come possiamo riportare il nostro mestiere più in alto, verso i luoghi dove è possibile decidere?».

Gli architetti devono salvare l’architettura

Ne va, secondo Chipperfield, della professione dell’architetto. «Non dobbiamo diventare attivisti o altro. Facciamo però il nostro mestiere di architetti e facciamolo bene, comunicando il nostro valore aggiunto. E facciamolo collettivamente, per avere voce in capitolo. Imparando dai giovani e facendo leva sull’interesse che sta risorgendo al momento per il social housing, lo spazio pubblico e la gestione della mobilità urbana».
Tutte tematiche che hanno un enorme impatto sia sul clima che sulla qualità della vita e quindi sul tema delle diseguaglianze e su cui, secondo David Chipperfield, gli architetti dovrebbero essere chiamati a contribuire. Non per apporre il tocco finale estetico ma per programmarne l’integrazione con il territorio e le persone che lo abitano.

 

Una replica a “David Chipperfield è il nuovo direttore di Domus: «sarà una rivista a più voci e impegnata su temi rilevanti»»”

  1. virginio briatore ha detto:

    Mi sembrano buoni intenti e buone riflessioni.
    Riuscirò vedere prima di morire un direttore di Domus donna?

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