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Copenhagen: quando il design diventa parte del quotidiano

written by Laura Traldi

Mentre passeggiavo per le vie di Copenhagen durante 3daysofdesign (28-30 maggio 2015) mi chiedevo come mai l’anno scorso un  giornalista abbia voluto affermare, sulle colonne di un famoso e-zine, che la capitale danese potrebbe diventare la nuova Milano (intesa come centro nevralgico del design internazionale legato al mondo del mobile)..

Perché una città in cui il design è già culturalmente assorbito a livello di urbanistica, di gestione del paesaggio, di cura dei servizi dovrebbe porsi l’obiettivo di diventare la “nuova Milano”? Copenhagen ha forse il bisogno di mettere il design sul radar delle amministrazioni locali, del governo o di coinvolgere il grande pubblico? A me pare proprio di no. L’impressione che si ha è che qui, infatti, è che tutti – a prescindere dal reddito e dall’educazione – conoscano la storia del progetto e la considerino parte integrante naturale del proprio presente.

Il design, insomma, a Copenhagen non fa notizia.

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Dinesen

Non perché non interessi a nessuno ma proprio perché è vero il contrario…Perché per un danese una sedia di Hans J. Wegner è un po’ come un buon caffé per un italiano: un piacere trasformato dall’abitudine in una necessità irrinunciabile. Perché allora tentare di imitare un evento gigatesco, con una storia ormai pluridecennale e con alle spalle un evento commerciale (il Salone) nato grazie alla presenza fondamentale di un distretto industriale? Meglio invece creare un evento raccolto e proprio per questo curatissimo, in cui cercare – e trovare – un dialogo con il pubblico. O in cui promuovere il design contemporaneo in un paese in cui l’eredità dei Maestri pesa forse ancora di più che nel nostro…. E tutto questo era 3daysofdesign.

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Frama

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File Under Pop

Ecco quindi giovani marchi (come Frama), che propongono arredi dal look riconoscibile – quasi archetipico – ma sempre con un guizzo di intelligenza in più (come la sedia 9.5°); o che creano allestimenti curatissimi che trasformano il loro showroom più in un racconto che in tanti suggerimenti di stili di vita (come &Tradition). E designer delle nuove generazioni che riscoprono il valore fondamentale della funzione. Mi hanno molto colpita, per esempio, i progetti di Josephine Akvama Hoffmeyer di File Under Pop: la designer si è infatti inventata un sistema per attaccare piastrelle e carte da parati alle pareti e poterle poi spostare o rimuovere. Molto interessante anche la proposta di &shufl, un’azienda che produce rivestimenti per cucine Ikea che le trasforma in presenze davvero d’effetto in casa (sia File UnderPop che &shufl sono nel multi-brand store Nyt I Bo a Frederiksgade 1).

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Montana

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Fredericia

Un’altra cosa che mi ha colpita è stato il desiderio – chiaramente espresso da parte di alcune aziende – di tradurre il vintage in sperimentazione. Basti un caso per tutti, quello di Montana. Un’azienda nata nel 1982, quando Peter J. Lassen si inventa un intelligente sistema modulare, declinabile in un numero praticamente infinito di soluzioni, ancora oggi deve la maggior parte dei suo fatturato a quel quadrato smart. «Spesso – mi raccontava la marketing manager – la gente si spaventa o fa fatica a immaginare tutto quello che è possibile fare con i nostri moduli. Così, in occasione della 3daysofdesign, abbiamo allestito il nostro showroom con una selezione di proposte di stile e applicazione». Anche Fredericia – nata nel 1911 – non si è abbandonata ai fasti della sua collezione storica firmatissima e ha scelto di cavalcare il nuovo durante la 3 giorni di Copenhagen (facendo reinterpretare un suo divano storico di Børge Mogensen al fashion designer Henrik Vibskov). Da Georg Jensen a Louis Poulsen, da Carl Hansen & Søn a Rud. Rasmussen, da Erik Jørgensen a Gubi passando per Kvadrat e Fritz Hansen ovunque il nuovo è stato piacevolmente mescolato al classico senza soluzione di continuità, dimostrando non tanto il desiderio da parte dei designer contemporanei di “imitare” il bel design del passato, quanto come il design danese da sempre segua un filo conduttore la cui essenza è ancora viva oggi.

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