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Doggy Bag & design. Se l’avanzo è chic

written by Laura Traldi
CATEGORIE Progetti Design

Un gruppo di designer, insieme al Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi, hanno realizzato delle doggy bag “disegnate”. Perché portarsi via gli avanzi diventi normale anche in Italia

Come si dice “doggy bag” in italiano?

È curioso quanto la mancanza di una traduzione adeguata per una parola dica molto di più di mille spiegazioni. Quanti italiani si sognerebbero mai di chiedere a un cameriere di un ristorante di mettere gentilmente gli avanzi in un piccolo contenitore da portare via? E, già che c’è, anche di chiudere la bottiglia lasciata semi-piena di modo tale da poterla finire a casa, magari la sera dopo?

Nessuno, ovviamente. Da noi certe cose non si fanno. E così, mentre nei paesi anglosassoni la “doggy bag” appare automaticamente sul tavolo se la cena non viene consumata nella sua interezza, da noi tutto finisce nel cestino.

È contro questa mentalità che Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi Cellulosici, ha deciso di ribattere con il suo progetto Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi. Si tratta di tre collezioni di borsette porta-cibo (e vino) progettate da Matteo Ragni & Chiara Moreschi, Francesco Faccin e Giulio Iacchetti e decorate con le bellissime illustrazioni di Olimpia Zagnoli, Beppe Giacobbe e Guido Scarabottolo. «Sono oggetti che valgono soprattutto per la cultura che sanno trasmettere», ha detto l’architetto Michele De Lucchi, che ha coordinato il progetto insieme al professor Andrea Kerbaker. «Portare con sé il cibo è una scelta chic, attualissima».

Grazie alla partnership con SlowFood, le Doggy Bag saranno distribuite in 100 ristoranti durante Expo. È un punto di partenza: l’idea, infatti, è quella di contaminare una grande rete, di arrivare un giorno, nelle guide dei migliori ristoranti, ad avere un pittogramma dedicato.

È un bel progetto, un ottimo modo di usare il design per insinuare comportamenti eticamente positivi nelle persone. La differenza, infatti, tra un semplice imballo in alluminio (che potrebbe svolgere benissimo lo stesso ruolo) e una doggy bag riciclabile da sfoggiare e riutilizzare non è nella funzione ma nell’esperienza che essa permette di avere. Esperienza progettata, appunto, lavorando su estetica, ergonomia e praticità.

Chissà, se il progetto avrà successo, tra qualche anno potremmo avere un equivalente italiano di Doggy Bag che suoni meno triste di “borsetta porta-avanzi”…

Le Doggy Bag saranno presentate in anteprima durante il FuoriSalone. Cliccando qui, si accede alla lista dei ristoranti che aderiscono all’iniziativa.

 

 

 

 

0 risposte a “Doggy Bag & design. Se l’avanzo è chic”

  1. ma l’idea dove è stata presa? Comieco e Slow food collaborano dal 2011 a Il Buono che Avanza, prima rete di ristoranti a avanzo zero, cioè una rete di ristoranti e locali che vogliono portare avanti la filosofia del boggy bag o schiscetta se vogliamo parlare milanese

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