VEDI TUTTI zoom_out_map

Sedie che servono: On and On di Barber & Osgerby per Emeco

written by Laura Traldi

On and On, di Barber & Osgerby per Emeco, è una sedia necessaria, intelligente e lungimirante. Perché progettata, fin dal suo concepimento, per realizzare un’economia circolare.

Emeco READ THIS ARTICLE IN ENGLISH

È facile riempirsi la bocca di parole come riciclabile, sostenibile, circolare. Ma produrre industrialmente un oggetto di qualità utilizzando un materiale rigenerato non è semplice. E che dire dell’estetica? Come si ottenono un look e un feel adeguati quando si lavora con elementi che hanno già dato il meglio di se stessi nella loro prima vita? Emeco

Emeco

Ph. Barber & Osgerby

Nel caso della plastica, per esempio, ottenere la stabilità necessaria per realizzare un oggetto nuovo che deve sostenere carichi e spostamenti – come una sedia da bar – è una sfida chimica e ingegneristica non da poco.

Un sfida complessa

Che diventa ancora più complessa se all’equazione viene aggiunta la riciclabilità dell’oggetto a fine vita.

Perché è difficile riciclare la plastica per ottenere un materiale riutilizzabile. Ma farlo senza perderne la stabilità, la qualità, di modo tale da poter ricreare esattamente lo stesso prodotto – o un equivalente – è un obiettivo ambizioso.

Leggi altro su: SEDIE CHE SERVONO

Anche perché, oltre alle tematiche chimiche e progettuali, ci sono anche quelle relative alla definizione di un sistema per la raccolta dei prodotti a fine vita e su come renderlo economicamente sostenibile per l’azienda e il consumatore. Emeco

Una sedia riciclata ma anche riciclabile

Ecco perché la sedia presentata al Salone del Mobile 2019 da Emeco – progetto di Barber & Osgerby – è un oggetto così interessante. Realizzata in plastica riciclata, On and On è totalmente riciclabile. E dalla plastica che si otterrà rimettendo la sedia in ciclo a fine vita, sarà possibile ottenere un prodotto identico a quello d’origine, in termini di qualità funzionale ed estetica.

Smart per il materiale, ma anche per il design

L’intelligenza di On and On non è però solo chimica ma anche progettuale. Nata per essere usata in bar e ristoranti, la seduta è infatti leggerissima (3,5 kg) e impilabile grazie a un incastro in torsione: una trovata che riduce i costi di stoccaggio e lo spazio occupato per il trasporto, riducendo la CO2 impiegata per la logistica e il trasporto. «In questo caso la difficoltà», spiega Edward Barber, «è stata quella di mantenere lo schienale il più sottile possibile e limitarne la profondità senza compromettere il comfort: in caso contrario l’incastro non sarebbe riuscito». Per quanto riguarda il peso, «il concept era di usare meno materiale possibile. Per questo le sezioni della seduta, dello schienale e delle gambe sono state assottigliate il più possibile. Le gambe sono addirittuta vuote all’interno: un espediente che ci ha permesso di ottenere il peso desiderato (che ha un impatto forte dal punto di vista ambientale)».

Una lunga storia sul riciclo

Emeco non è nuova a questo genere di progetti. L’azienda americana – che nel 1944 aveva prodotto la Navy Chair, una sedia in alluminio per la Marina Militare, praticamente indistruttibile – è stata pioniera del riciclo fin dagli anni 90, quando ha iniziato a produrla usando rottami di alluminio. Nel 2010 ha realizzato, in partnership con Coca Cola e dopo anni di studio con la tedesca BASF, la sedia 111 in rPET, PET riciclato da 111 bottiglie di Coke opportunamente rinforzata.

Un passo in più

«On and On è un passo in più rispetto a quel progetto», continua Edward Barber. «Emeco ci ha contattati un paio di anni fa quando – dopo anni di studio dopo la 111 con Coca Cola – erano riusciti ad arrivare a buon punto con lo sviluppo di una plastica riciclata ma anche riciclabile a sua volta». La formula per stabilizzarla al punto giusto e mantenere inalterate le qualità del materiale anche nel secondo ciclo di vita, è segreta ma la ricetta consiste in rPET al 70% con aggiunta di un 20% di fibra di vetro e a un 10% di pigmenti atossici.

Un sistema di raccolta

Completa ovviamente il progetto il sistema di raccolta e di riciclo delle sedie. «Quando si pensa in termini di economia circolare, è importante considerare tutti gli aspetti del processo produttivo, pre e post vita», spiega Barber. «E il design deve essere parte integrante di un progetto più ampio, a volo di uccello. Più complesso ma anche molto più affascinante».

Foto di copertina: Miro Zagnoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

arrow_forward
arrow_back
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTERarrow_forward

Developed with love by re-create.it