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Perché Cambio dei FormaFantasma alla Serpentine di Londra è una mostra importante

written by Laura Traldi

Con Cambio, alla Serpentine Sackler Gallery di Londra, i FormaFantasma mettono a nudo l’industria del legno per trasformarla in un’ottica di sviluppo sostenibile. In questa grande mostra (aperta dal 4 marzo fino al 17 maggio) il design appare come non mai come strumento di ricerca e conoscenza fondamentale nello sviluppo di una nuova coscienza produttiva. E di una nuova economia circolare.

C’è un profumo intenso, inebriante, nello studio dei FormaFantasma ad Amsterdam. Sembra terriccio, mescolato all’odore di alberi. E ci sono piante: tante, belle e rigogliose. Loro due, Andrea Trimarchi e Simone Farresin, forse per far fede al nome del loro studio, si muovono in questo ambiente come presenze eteree. Parlano sottovoce, con rispetto, ai collaboratori che sono un mix di nazionalità e competenze.

Mostre, vetrine e un Master alla Design Academy: è un momento d’oro per i FormaFantasma

val di fiemme mostra

Il disastro della Val di Fiemme, nel 2018

È un momento d’oro per il duo italiano e il loro studio. I Formafantasma hanno infatti appena firmato l’allestimento della mostra su Caravaggio e Bernini al Rijksmuseum. Si occuperanno delle vetrine della Rinascente al Fuorisalone. E a settembre inizieranno a dirigere un Master in GeoDesign alla Design Academy di Eindhoven. Ma la ragione per visitarli nel loro studio di Amsterdam è parlare del pensiero che anima Cambio, la mostra che inaugureranno alla Serpentine di Londra il 4 marzo. Che si preannuncia come una di quelle mostre che lasciano il segno.

Cambio: una mostra dei FormaFantasma alla Serpentine di Londra

Cambio mette a nudo l’industria del legno sotto molteplici punti di vista (economico, politico, geografico, storico). E si spende per promuovere un cambio di passo partendo dalla coscienza di una situazione di fatto insostenibile.

Il titolo Cambio è infatti una parola sola che vuol dire due cose. È l’esortazione verso una trasformazione del modo di progettare quello che ci sta intorno. Partendo da un ascolto vero, onesto e informato della natura e facendo leva su una conoscenza che si ottiene solo attraverso la multi-disciplinarietà. Ma il Cambium è anche lo strato di poche cellule tra la corteccia e l’interno della pianta che la aiuta a comunicare tra interno ed esterno. È grazie al Cambium che è nato il legno, cioè la corazza che alcune specie hanno sviluppato in seguito agli shock climatici.

L’intervista completa ai FormaFantasma sarà pubblicata su INTERNI di aprile

Il racconto completo sulla mostra e l’intervista ai FormaFantasma verranno pubblicati su INTERNI di aprile. Ma qualche parola è giusto spenderla ora, a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra.

Perché Cambio rappresenta, io credo, un momento importante nello sviluppo di una coscienza ecologica informata. Ma anche un manifesto programmatico per quello che è oggi il design.

Il racconto del paesaggio e del suo sfruttamento economico

Cambio è una mostra enciclopedica, pensata per trasformare chi la studia. Parla della storia del paesaggio, spiegando quanto le foreste di oggi siano un risultato artificiale nato a supporto di un sistema economico ora al collasso. E quale enorme peso, nei secoli, abbia avuto l’industria del legno: tanti imperi si siano fatti e disfatti a causa della disponibilità o mancanza di foreste. Cambio racconta anche lo sviluppo di una coscienza ecologica. E riesce a provare che di questo potenziale collasso si era già a conoscenza nel XIX secolo. Di fatto, Cambio è un racconto dello sfruttamento dell’uomo sulla natura, iniziato quando l’animismo del paganesimo è stato messo al bando dal monoteismo e perpetrato fino ai nostri giorni. Non a caso, la mostra si conclude con un monologo di un albero – scritto da Emanuele Coccia. Che è un po’ come un’esortazione a considerare le foreste come qualcosa di vivo, da trattare con rispetto.

formafantasma cambio

Quanto è davvero sostenibile il legno che proviene da foreste sostenibili?

In Cambio si trovano anche le risposte a domande complicate. Come: quanto sostenibile è il legno che proviene da foreste sostenibili? «Un albero crescendo trattiene co2», spiega Andrea Trimarchi. «Quando l’albero viene tagliato, smette di trattenerla. Se viene sostituito da un altro albero è un bene. Però tagliare un albero prima del momento in cui ha immagazzinato il massimo della co2 e sostituirlo con uno più giovane significa non sfruttare al massimo la sua capacità. Questa va calcolata in un tempo che varia da specie a specie e che per il rovere è di 120-150 anni. Nessuno foresta dura mai così a lungo, oggi, ma questi sono i tempi consigliati per uno sviluppo sostenibile. Nello stesso modo ogni oggetto in legno dovrebbe idealmente durare più o meno come se non più’ della vita dell’albero da cui è stato prodotto. Se le tempistiche di scarto del legno sono più veloci della crescita degli alberi e se il legno usato per produrre oggetti viene bruciato invece che riciclato prima del tempo non ci può essere un equilibrio sostenibile».

Niente moralismo o ecologismo tra treehuggers

Non c’è moralismo o ecologismo da TreeHuggers in Cambio. Anzi. Il lato “emozionale” dell’esortazione al cambiamento (portato avanti tramite immagini, odori, suoni, oggetti e allestimenti) non è da leggersi come entertaintment. Ma come strumento scelto per spiegare meglio il messaggio della mostra. Che è scientifico, basato su una ricerca corale, realizzata attraverso interviste e progetti insieme a studiosi di svariati settori.

Cambio indica una via da percorrere verso l’economia circolare

Al centro di questa fittissima rete di connessioni c’è il design. E sottolinearne il ruolo chiave di facilitatore di ricerche e di comunicatore per la diffusione e l’implementazione del cambiamento è, a mio avviso, il messaggio salva-vita di Cambio. Perché è difficile, per un’azienda, non considerare quale potrebbe essere l’impatto di una ricerca come quella realizzata con Cambio, sul proprio modello di business. Tutti vogliono diventare sostenibili ma non è facile capire come farlo. E con Cambio, i FormaFantasma indicano una possibile via.

Un approccio Rinascimentale alla ricerca

La via che Cambio propone è quella che nasce dall’analisi di tutto il ciclo dei materiali – dall’estrazione alla lavorazione alla produzione. E che prosegue innovando in modo multi-disciplinare. Quello che Cambio indica è infatti un approccio alla ricerca di stampo quasi Rinascimentale in diretta opposizione con l’iperspecializzazione di stampo anglosassone che va per la maggiore. Cambio dice: non perdiamo tempo con i “prodotti sostenibili”, pensiamo a trasformare il sistema. Facciamolo con cognizione ma anche con fantasia.

Tutto ciò non significa dare spazio al designer tuttologo e lasciare indietro gli esperti. Al contrario, vuol dire mettere il designer inteso come creatore della problematiche e facilitatore del passaggio dei contenuti, al centro del processo di ricerca.

Il Master in GeoDesign diretto dai FormaFantasma alla Design Academy di Eindhoven

È, questo, il processo che i FormaFantasma utilizzeranno anche nel Master in GeoDesign che dirigono e che inizia a settembre alla Design Academy di Eindhoven.

Lo scopo del corso di studi sarà quello di creare contenuti di ricerca collettivi e resi disponibili a tutti. Da cui poi far partire ricerche individuali. Perché, spiegano i FormaFantasma, «spesso le tematiche importanti sono così complesse da diventare paralizzanti. E non è facile capire come trasformare le raccomandazioni in soluzioni applicabili nel mondo reale».

 

photocredit: Geoffrey Cottenceau

 

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