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Michele De Lucchi, l’architetto tra i pendolari

written by Laura Traldi
CATEGORIE Opinioni

Michele De Lucchi è uno degli architetti più importanti al mondo, eppure prende il treno ogni giorno insieme ai pendolari. Incontrarlo scalda il cuore.

L’ho incontrato di nuovo. Nel gelo della primissima mattina, correva sul marciapiede ghiacciato come tutti noi pendolari per salire su un treno diretto a Milano. Lui è Michele De Lucchi, uno dei più grandi architetti del mondo, uno che ci si aspetta (siamo in Italia!) che vada in giro con l’autista. Non posso dire che sia stata una sorpresa: sono anni, infatti, che lo vedo la mattina o che condivido un viaggio in piedi con lui. Eppure la presenza di un maestro del suo calibro su un treno di pendolari, lui che ha costruito ponti, banche, uffici in tutto il mondo (sarà suo anche il Padiglione Zero, cioè la struttura di entrata a Expo) non ha ancora smesso di stupirmi. Né, soprattutto, di cambiare il sapore della mia giornata.

Non so quali siano le ragioni che spingono un uomo come De Lucchi a soffrire ogni giorno i tormenti di un servizio sempre più umiliante per i viaggiatori, trattati con umanità e decenza solo in rarissimi casi, il più delle volte dimenticati in nome di altri esaltanti progetti come alta velocità ed Expo. Mi piace pensare che sia la cultura della sua generazione, un “sentirsi” normali, più che volerlo essere, malgrado il successo, i riconoscimenti, il denaro. Oppure una scelta quasi politica, un gesto di condivisione molto più importante e fondamentale nei confronti del suo pubblico finale di qualsiasi “mi piace” o “share”. Ma, qualunque siano le ragioni di De Lucchi (che potrebbero essere assai più prosaiche o poetiche delle mie congetture, nessuno può dirlo), non cambia la mia ammirazione per un uomo che, pur essendo un grande e avendo a che fare con il potere dei grandi (con l’architettura non c’è alternativa), preferisce mantenere un contatto con il mondo vero, quello della gente che entra nelle suoi edifici e li usa ogni giorno. Che forse, proprio per questo, sono così gentili, cortesi e mai sguaiati pur essendo sempre bellissimi…

0 risposte a “Michele De Lucchi, l’architetto tra i pendolari”

  1. giorgio tartaro ha detto:

    Ciao Laura. Sì, è proprio così. Gente normale. Come quando vidi Jean Nouvel prendere la linea 1 per arrivare al Salone del mobile, o Renzo Piano arrivare a una mia video intervista e salutare i ragazzi della troupe, stringendo la mano a ciascuno.
    Educazione, habitus, senso delle cose.

  2. Loredana ha detto:

    Mantenere il contatto con il mondo, a mio avviso, permette a l’uomo di conoscerne tutte le bellezze, tutti i bisogni, vivere tutte le più piccole sfumature. Questo accresce sempre più in lui la creatività ma sopratutto gli permette di non disumanizzarsi.

  3. Paola ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con Loredana. Il poeta. l’artista trovano l’ispirazione nelle cose semplici e, al contempo , le piccole cose del quotidiano donano loro la felicità. Il piacere è nell’aria ghiacciata sulla faccia, nei colori del mattino, nel treno affollato di visi, di stanchezza, ma anche di vita e di sogni. Un’idea geniale fa fatica a nascere sul sedile in pelle di una macchina con l’autista.

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