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Marc, il biliardo & Lo Scuro

written by Laura Traldi
CATEGORIE Progetti Design
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1Non fermatevi alla trasparenza, quando osservate il nuovo tavolo da biliardo di vetro Lo Scuro che Marc Sadler ha disegnato per Teckell, un marchio dell’azienda-laboratorio B.Lab. È affascinante, vero. Ma non c’è niente di nuovo nell’idea di realizzare un oggetto in un materiale trasparente. Dagli anni 70 in poi – dai gonfiabili di Zanotta – alla Ghost di Cini Boeri per Fiam fino ai best seller di Philippe Starck o Tokujin Yoshioka per Kartell gli arredi che ci sono ma non si vedono sono ormai parte integrante della storia del design contemporaneo.

La vera essenza innovativa di questo oggetto sta quindi altrove. E cioè nel suo essere estremo e rispettoso allo stesso tempo; nel suo saper importare in un settore a oggi ancora privo di un’estetica contemporanea una forma e un materiale che assecondano la consuetudine da un lato ma dall’altro la ribaltano.

Nella versione attualmente in produzione di questo tavolo (il cui nome si ispira a quello di un celebre campione di biliardo), il vetro dello spazio da gioco va rivestito con un panno tradizionale. Ma, spiega Marc Salder, «stiamo mettendo a punto un rivestimento di tecnopolimero assorbente e un altro in tessuto tecnico a trama trasparente».

Le sponde interne e le buche – cioè i punti in cui le forze sono maggiori durante la partita – sono trasparenti ma non di vetro. Per realizzarle Sadler (che, ricordiamo, ha una lunga carriera alle spalle come designer di attrezzature sportive estreme, dal motociclismo allo sci) ha utilizzato un materiale termoplastico estensibile che ha un’elasticità del 300% e una trasparenza particolare che lo rende perfettamente integrabile con il vetro. Le lastre di vetro che compongono la base del biliardo sono posizionate secondo una geometria obbligata, un’architettura che ne determina la stabilità. «Si tratta in pratica di un architrave rovesciato.

Sotto al piano vi è inoltre un anello metallico che scaricando a terra il peso ha funzione di tenuta, in caso di rottura del piano i pannelli trattengono i frammenti di vetro all’interno dello spazio ad imbuto, evitando lo spargimento di schegge». Le gambe, di vetro, sono bisellate per ottenere un effetto estetico che «impreziosisce il vetro, rifrangendo la luce che lo colpisce».

2Il tocco da maestro – perché dimostra una comprensione totale delle necessità pratiche legate all’oggetto – è la lampada che illumina il tavolo da gioco: appositamente progettata per illuminare il piano senza disturbare il gioco, ha attacchi regolabili in base all’altezza del soffitto. «Deve essere posizionata ad altezza occhio», spiega Sadler. «Sopra e sotto la lastra di vetro su cui sono posizionate le sorgenti luminose c’è una serigrafia con effetto soffusore della luce che evita l’abbaglio».

Se vi chiedete, come ho fatto io, come sia possibile che il vetro non si rompa, sappiate che le lastre di cui è composto hanno uno spessore di 15 mm e sono state temprate e testate per resistere agli urti provocati dalle biglie. «La tempera aumenta la durezza del vetro ed è utile, nel malaugurato caso di rottura dovuta a colpi imprevisti, perché il vetro si frammenta in piccoli pezzi non pericolosi, proprio come i parabrezza delle auto».

Mi piace moltissimo quando il design contemporaneo e anche la sperimentazione tecnica (che in Italia, come dice Sadler è possibile «grazie alla presenza di artigiani che, negli angoli più reconditi delle provincie, sono in grado di creare manufatti incredibili») si incontrano in un settore che finora non era mai stato influenzato dalla cultura del progetto. Anche questo è design diffuso. E anche, forse, una possibile fonte di ispirazione per tanti giovani progettisti per ripensare oggetti che, finora, in pochi avevano riconsiderato attraverso un’ottica di design.

 

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