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Nessuno vuole più i pensili in cucina. Cosa è successo?

written by Vittoria Pugliese
CATEGORIE Inchieste Società

Per interior designer e osservatori di tendenze, scegliere di avere pensili in cucina è diventato vergognoso quanto l’imbiancatura a effetto spugnato. Eppure questi utilissimi armadi sospesi (imprescindibili per chi ha una casa piccola) erano un must in ogni cucina. Cosa è successo? Siamo cambiati, e con noi la geografia della casa e dei suoi spazi.


I pensili in cucina sono davvero funzionali. Per decenni, nessuno si sarebbe mai sognato di proporre una cucina a uno strato solo, priva degli immancabili armadietti attaccati a parete. Eppure poco a poco, da qualche anno, eccoli scomparire progressivamente dalle immagini delle riviste di interior design. Prima nelle case di super tendenza, gli appartamenti eterei abitati da gente che passa il tempo a fare incetta di “chicche” nei mercatini. Poi anche in quelle più piccole.  E ora i pensili in cucina sono diventati qualcosa di cui quasi vergognarsi. La scelta di chi non riesce a schiodarsi dalle idee tradizionali. L’equivalente di chi metteva ancora le spalline alle giacche negli anni 90.

Cosa è successo?

I pensili in cucina sono stati alla base del concetto di ambiente componibile, ideato per la prima volta negli anni ‘30 da Margarete Schütte-Lihotzky. Per decenni, i familiari armadietti sospesi sopra al banco da lavoro, proprio all’altezza del naso, ci hanno permesso di avere tutto ordinatamente nascosto e a portata di mano.

Clara Bona interior design

Mensole al posto dei pensili. Progetti di Clara Bona

La vita però è cambiata e siamo abituati a vivere la realtà domestica come un unico ambiente fluido. La cucina è sempre più uno spazio conviviale dove cucinare è solo una piccola parte dell’esperienza di abitarla. È diventata, di fatto, un’estensione del salotto. È, questo, un cambio di passo che da anni viene proposto anche nelle case piccole, dove l’”open space” significa utilizzare al meglio living a cucina fondendoli in un solo ambiente. In questo senso, i pensili sembrano un accessorio che sottolinea in modo fastidioso la differenza tra i due spazi. Chi mai vorrebbe dei pensili con pignatte e barattoli in salotto?

Le cose cambieranno ora che anche quelli che non hanno mai cucinato a casa sono stati costretti a trasformarsi in chef per gentile concessione di COVID-19? Ritorneremo a pensare che ci mancano davvero quei pensili perché rendono la vita molto più semplice quando usi effettivamente la tua cucina per cucinare? Forse. Ma è difficile pensare che la fusione tra cucina e salotto venga rimessa in discussione in un momento in cui la casa è – proprio per necessità – diventata ancora più multi-funzione…

Pensili in cucina no. Anzi, sì

«I clienti chiedono cucine senza pensili», dice Clara Bona, fondatrice di Studio98, che si occupa di architettura di interni. Bona è seguitissima su Instagram, dove racconta la vita dell’interior designer nei cantieri. «Anche chi non se ne intente ormai non li associa più come qualcosa di desiderabile o bello». Le aspirazioni, però, si scontrano spesso con la realtà. «Anche se i pensili in cucina hanno perso il loro fascino, rimangono ancora un’ancora di salvezza per chi ha spazi ristretti. Chi può evitarli è un po’ una rarità».

Un parete di armadi al posto dei pensili in cucina?

Di solito, infatti, la parte inferiore della cucina è ingombrata dagli elettrodomestici. «Per fare senza i pensili serve la possibilità di avere un armadio o un piccolo locale adiacente che funzionano come dispensa. Si ottiene un effetto molto più libero», spiega Bona. «In generale è preferibile avere un unico banco da lavoro senza altezze e sopra solo una mensola, che però deve essere tenuta in ordine. E non tutti possono permetterselo, sempre per ragioni di spazio. Nelle cucine aperte invece la soluzione ideale è quella di avere una parete di armadi e poi un’isola cucina».

Clara Bona

Un progetto di Clara Bona

Niente maniglie

Ma se la cucina è piccola e i pensili sono inevitabili, esistono alternative che aiutano a ingoiare la pillola. «Un pensile senza maniglie magari con una finitura particolare, che arriva fino al soffitto uniformandosi con la parete, è una soluzione molto contenitiva. E anche un buon compromesso per ottenere una essenzialità estetica». Non solo, negli ultimi anni anche molte aziende si sono mosse in questa direzione, offrendo al pubblico soluzioni più movimentate che giocano con i pieni e i vuoti creando composizioni di diversi materiali e finiture. Però resta sempre il rischio di scadere nella monotonia.

«Rispetto a un tempo le imprese hanno raggiunto livelli di qualità ottimi ma i prodotti sono tutti uguali. Molto belli ma noiosi, senza personalità. Invece, la cucina dovrebbe rispecchiare il carattere di chi la abita, senza essere progettata nei minimi dettagli. E personalizzata unendo anche arredi diversi».

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