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Cosa dobbiamo aspettarci dal Salone del Mobile 2022 : parla la Presidente Maria Porro

written by Laura Traldi

Dal 5 al 10 aprile, Milano accoglierà il Salone del Mobile 2022, la 60sima edizione e la prima a guida Maria Porro, Presidente dallo scorso luglio. Cosa dobbiamo aspettarci? “Non una rivoluzione”, dice, “ma qualche novità sostanziale assolutamente sì”…

 

Quando parla del Salone del Mobile 2022, la Presidente del Salone del Mobile.Milano Maria Porro, in carica dallo scorso luglio, non promette boati. Però esprime, con la quieta determinazione di chi sa quello che vuole, che una nuova direzione c’è. E che verso quella si sta remando.

“Non credo nelle trovate che cambiano i connotati a un’istituzione che dura con successo da 60 anni”, dice. “Sono invece convinta del valore di percorsi e processi da progettare insieme e costruire con determinazione. Alcuni di questi, già intrapresi, ci porteranno a vedere dal 5 al 10 aprile 2022, un Salone del Mobile in cui si noteranno i semi di un cambiamento. Non una cosmesi ma l’indicazione di una direzione verso la quale ci stiamo muovendo”.

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Il Salone del Mobile 2022 metterà al centro l’esperienza del visitatore

Qual è allora questa direzione? In una battuta, spiega Maria Porro, “è mettere al centro l’esperienza del visitatore, lavorando sulla qualità”. È un’affermazione che va spiegata per non rimanere vaga.

“Il Salone del Mobile è una macchina che funziona. Nel 2019 ha realizzato la sua edizione migliore di sempre, per numero di espositori, di visitatori e di metri quadrati occupati. La pandemia però ci ha messi nella condizione di ripensare a quello che funziona e a quello che può essere migliorabile. In primis: dare una bussola ai visitatori, godere appieno dei contenuti, offrire momenti di approfondimento. Questo significa poter organizzare un percorso prima della visita senza perdere la possibilità di incrociare realtà sconosciute: perché alla fine, una fiera dà un valore aggiunto se riesce a farci aprire gli occhi su qualcosa o qualcuno di nuovo, se ci regala la sorpresa, l’incontro inatteso, la scoperta”.

salone del mobile milano

Lo stand di Cappellini al Salone del Mobile 2018

La promessa è quindi un Salone del Mobile 2022 navigabile in presenza attraverso uno strumento digitale – sulla falsariga di quello già testato al Supersalone di settembre – che permetta di programmare appuntamenti, orientarsi nei padiglioni, aggirarsi in percorsi di scoperta. “Servirà come supporto a buyer e architetti e agli espositori per regolare i flussi e il numero dei visitatori compresenti”, continua Maria Porro. Una necessità dovuta ovviamente al Covid ma che, nel lungo termine, può davvero permettere la creazione di un Salone ad personam: customizzabile e fruibile da più punti di vista.

Il Salone del Mobile 2022 valorizzerà il Salone Satellite

Il secondo seme di innovazione che dobbiamo aspettarci dal Salone del Mobile 2022 ha a che fare con il Salone Satellite. “Il Salone Satellite avrà una sua evoluzione”, promette Maria Porro.

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Baku Sakashita, terzo premio al Salonesatellite Award 2019

La direzione è chiara: “vogliamo valorizzare i contenuti che padiglione dedicato ai giovani designer propone da sempre ma che non sono mai stati sfruttati a pieno”. Che fosse così lo si è capito, secondo Porro, al Supersalone, dove il Lost Graduation Show aveva una posizione preminente (nel centro del percorso dei padiglioni). E dove, di conseguenza, ha goduto di grande attenzione da parte di pubblico, stampa e addetti ai lavori. “Non sto dicendo che cambieremo la location”, dice Maria Porro. “Non abbiamo ancora deciso in che modo valorizzare il Salone Satellite ma certo è che in qualche modo lo faremo”.

Il Salone del Mobile 2022 offrirà contenuti di approfondimento (pochi ma buoni)

Un altro insegnamento courtesy del Supersalone è legato all’offerta di contenuti di approfondimento. “Le Open Talks sono un’esperienza che vogliamo ripetere”, spiega Porro. “Il format che abbiamo scelto – pochi appuntamenti ma curatissimi, con speaker d’eccezione – ha funzionato e lo vogliamo riprendere anche al Salone 2022”.

Il Salone del Mobile 2022 sarà più sostenibile?

Come è noto, il Supersalone è stato un evento fortemente votato alla circolarità. Con le pareti degli allestimenti assemblate a secco, realizzate con pannelli di legno riciclato, totalmente disassemblabili e riutilizzabili.

Il design circolare: tutte le volte che ne abbiamo scritto

“È stato un segnale forte”, dice Maria Porro. Un’esperienza, però, che non può essere ripetuta tour court con un Salone con gli stand curati dalle singole aziende. “Funziona con la formula del curatore e del committente unico”, spiega Porro. “Imporla svilirebbe una grande forza del Salone del Mobile: che è il suo essere una tela bianca su cui ogni impresa può rappresentarsi. Non possiamo però e non vogliamo rinunciare alla circolarità e stiamo lavorando su queste tematiche. I semi del cambiamento si vedranno, anche per quanto riguarda la sostenibilità della fiera, alla 60sima edizione del Salone del Mobile”.

E il format del Supersalone?

Cosa succederà al format ideato da Stefano Boeri e curato dallo studio di Andrea Caputo? All’idea, cioè, di una fiera che è soprattutto comunicazione, con spazi contenuti, perfetta per il brand positioning (e meno per il racconto progettuale che interessa agli addetti al lavori)?

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Una vista d’insieme sul Supersalone

“Ci sono persone – non sto quindi parlando a mio nome ma riportando voci che raccolgo – che ritengono sia perfetto per portare Milano all’estero: in fiere più piccole in cui è importante essere presenti e raccontarsi”, dice Maria Porro. Una sorta di Salone del Mobile flatpack? “Si potrebbe pensarlo così. Ma  è qualcosa che andrà valutato in un secondo momento”.

 

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