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Sovrappensiero: viaggiare (in casa) durante la quarantena da COVID-19

written by Vittoria Pugliese
CATEGORIE Progetti Design

Nonostante i confini non siano mai stati più chiusi, si può ancora viaggiare. Questo ci
insegnano con “Somewhere”, Ernesto Iadevaia e Lorenzo De Rosa, fondatori dello studio di
design milanese Sovrappensiero. Si tratta di un progetto di realtà aumentata, nato e diffuso
su Instagram, che permette a tutti di visitare mentalmente un posto nuovo al giorno senza
lasciare le proprie mura domestiche.

Una piccola parentesi per sfuggire alla reclusione quotidiana data da un poster o “portale”
che attraverso lo schermo del cellulare magicamente prende vita e ci trasporta altrove. Ogni
giorno tra le nostre mura si apre una finestra su paesaggi inaspettati fatti di acqua, a volte
montagne e altre di foreste incontaminate. Spazi dove poter respirare.

«In studio già da tempo stavamo sperimentando con la realtà aumentata», racconta
Iadevaia. «Date le circostanze abbiamo sfruttato questa tecnologia come mezzo digitale per
rompere la staticità del quotidiano e aumentare letteralmente la realtà domestica. La forza
del progetto è dovuta anche ai social che ci consentono di inviare una mail a chiunque sia
interessato, arrivando velocemente nelle case di tutti».

“Somewhere” è stato lanciato circa una settimana fa sul loro canale Instagram e con il
passare dei giorni sono sempre di più le persone che vengono trasportate verso nuove
destinazioni. Per iniziare a viaggiare è sufficiente stampare il loro “portale”, che si ottiene via
mail lasciando in DM alla pagina dello studio il proprio indirizzo di posta. Successivamente
basterà scaricare dal telefono la app ArtiVive (AR app) e inquadrare il portale per scoprire il
luogo del giorno.

«Artivive dà l’opportunità di animare grafiche e opere d’arte, noi l’abbiamo utilizzata in
modo un po’ diverso» spiega Iadevaia. «Il poster funziona da codice per i video dei
paesaggi che scegliamo e carichiamo giorno per giorno. Quindi l’immagine rimane sempre la
stessa, mentre a cambiare è il contenuto digitale».

Un concept relativamente semplice, ma di impatto immediato. «Ci piace l’idea che ci sia
un filo conduttore tra una dimensione virtuale e un oggetto reale, che fisicamente viene
stampato per poi essere appeso nella modo in cui si preferisce».

Sul poster, ispirato alle opere di Emilio Isgrò, troviamo delle parole cancellate che rimandano alle privazioni a cui
siamo costretti in questo periodo, così come quelle che rimangono ci ricordano il nostro
dovere (stay at home) e il piacere di viaggiare (and go somewhere).

Del resto, come altri esempi nel settore, si tratta un’esperienza che porta a riflettere circa la
condizione del progettista e le possibilità del design nei momenti di emergenza. «C’è tanto
da fare e tanto da imparare. C’è la possibilità di risolvere problematiche effettive, oppure
quella di intervenire sulla quotidianità alleggerendo la pesantezza, come in questo caso».

Dal punto di vista professionale, se da una parte si trova la paura e l’ansia per il futuro
dall’altra ci può essere anche speranza. «Si dice che i periodi di crisi portino a nuove
opportunità, ma non possiamo prevedere come sarà. Dallo stop stiamo traendo alcuni
benefici in termini ambientali e imparando anche a fare a meno di tante cose. È difficile
arrivare a delle conclusioni lucide o positive su quello che ci aspetta. Il punto è capire e
stare al passo con evoluzioni e cambiamenti per poi prenderne parte». Nell’attesa,
continuiamo a viaggiare oltre la zona rossa. Stando a casa.

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