VEDI TUTTI zoom_out_map
di Elisa Massoni per
Staygreen
P

Non chiamatelo cartone. Anzi, sì.

CATEGORIE Progetti Design

La storia di Staygreen racconta di un altro modo di pensare, progettare e usare gli arredi di cartone.

Arredi di cartone. Solo a nominarli vengono in mente esperimenti studenteschi, intenzioni lodevoli ma esteticamente dubbie, oggetti di animo ecologico ma destinati a una vita breve. E quindi, di fatto, automaticamente non sostenibili. Ma l’eco-luxury esiste e può funzionare. Se si coniugano l’aspirazione sostenibile a un design pensato per durare. Come testimonia la storia di Staygreen.

Prendi un foglio di cartone spesso 8 millimetri. Accoppialo a un altro foglio. E poi ancora a un altro e a un altro ancora… Fino a quando non ne esce un divano. Quello degli arredi di cartone è un esperimento che hanno già fatto in molti. Così come in molti, soprattutto designer e architetti, hanno giocato con le qualità strutturali della carta per costruire non solo mobili, ma interi edifici.

L’eco entra nel mondo luxury

Ma, per i suoi arredi di cartone, Staygreen ha fatto le cose in un altro modo. È uscito dal mondo eco e green, con tutta la naiveté che a volte lo contraddistingue, ed è entrato di prepotenza nel lusso e nell’empireo dei grandi marchi. Lounge Maserati. Lo showroom iGuzzini e il leader dei negozi tax refound Global Blue. Grazie alle qualità tipiche del design italiano: ottima manifattura, intuizione produttiva e grandi capacità manifatturiere. E dei buoni progettisti naturalmente.

staygreen arredi di cartone

All’origine: l’ispirazione sartoriale

Staygreen è una spin off di Attico, un marchio di arredamento fondato nel 2002 che lavora con progetti sartoriali nell’interior e nel contract. Stefano Foffano lo ha fondato nel 2014, insieme al designer Roberto Pamio, dopo aver organizzato un evento incentrato sul design di oggetti d’arredamento in cartone. L’intenzione era di proporre una sfida divertente, non un’idea imprenditoriale. Ma diventa subito qualcos’altro, perché le reazioni del pubblico sono entusiaste.

Il punto di partenza: estetica o sostenibilità?

Non è semplice passare dall’idea del cartone a quella dell’alta gamma. Non sono due mondi che si intersecano in modo disinvolto. Staygreen, invece, è un marchio nato con questa aspirazione insita nel suo DNA.

Come mai? «Perché siamo partiti dall’estetica e dalla qualità, pur essendo attenti alla sostenibilità», spiega Stefano Foffano. «Ci interessava sperimentare un materiale nuovo, con caratteristiche visive e tattili convincenti». Un iter inverso, quindi, con la pretesa di fare del buon design per prodotti sostenibili.

Nel mondo degli arredi di cartone mancava l’alta gamma

«Sostenibilità ed ecologia sono caratteristiche facilmente intuibili, in un mobile di cartone, quasi scontate», continua Foffano. «Quello che mancava era un prodotto che integrasse le qualità formali, lo studio delle superfici e dell’effetto visivo. Oltre che le finiture e i dettagli artigianali».

staygreen arredi di cartone

Insomma, mancava l’alta gamma del sostenibile, una produzione in grado di esprimere l’expertise italiana e di dare dignità estetica e qualitativa al materiale. Quello di Staygreen è quindi un percorso inverso rispetto a quelli più tradizionali della sostenibilità e del design circolare. Eppure il risultato sono prodotti davvero ecologici.

Ma è davvero green?

Il materiale, quello che chiamiamo cartone, tecnicamente è KS56, una cellulosa strutturata composta da fibre di legno, carta riciclata e colle naturali. L’80% del materiale è riciclato. I pezzi vengono proposti nature, nel colore havana della carta Craft, oppure sono rifiniti con una malta ecologica di colori diversi. Alle certificazioni fornite dalle cartiere si aggiungono quelle CATAS del settore legno e arredo. La filiera produttiva è attenta a evitare gli sprechi, le tecniche di lavorazione con ottimizzazione dei tagli, un ulteriore aiuto nell’uso razionale della materia prima.

La carta è lusso: cambiare i paradigmi

L’intuizione è immaginare che un materiale semplice, la carta, possa diventare un bene di lusso, come effettivamente è oggi. Per farlo ci vuole il design e la tipica attitudine alla sperimentazione produttiva delle maestranze italiane. Così Stefano Foffano ha coinvolto, oltre a Roberto Pamio, anche Alfonso Femia, Setsu e Shinobu Ito, Roberto e Ludovica Palomba. Tutti abili interpreti di pezzi adatti all’hospitality e al contract, ambiti d’elezione per Staygreen.

Forse l’ecologia ha bisogno di interventi formali per essere integrata davvero nella tradizione manifatturiera del made in Italy. «Quello che attrae le persone è la texture del cartone abbinato a Solidgreen, la malta che usiamo per rifinire le superfici», spiega Foffano. «Al tatto sembra lino, un tessuto pregiato e piacevole, e esprime una grande brillantezza nei colori». La trama del cartone ondulato, lasciata in bella vista con tagli vivi, non nasconde la natura della materia, ma ne trasforma l’aspetto. Senza togliere autenticità.

Il futuro è da pionieri.

Lampade, sedie, poltrone, letti, tavoli, pouff e una cassa wireless… il catalogo Staygreen è composto da circa venticinque pezzi attualmente. Ma molti altri sono stati costruiti custom made per progetti di interior. Gli abbinamenti sensati con altri materiali, come il legno, gli imbottiti, il tessuto, razionalizzano l’uso del cartone, lo rendono più funzionale e eclettico.

Davanti a tante possibilità, non mancano nuovi progetti per il futuro. «Mi piacerebbe fare ancora più ricerca», confessa Stefano Foffano. “Ma al momento stiamo consolidando i risultati e costruendo nuove partnership commerciali. Avremo tempo di sperimentare in futuro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

arrow_forward
arrow_back
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTERarrow_forward

Developed with love by re-create.it