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«Per capire cos’è il tempo, disegno nuvole. Così ho imparato il rispetto per gli oggetti»

create Mario Trimarchi
CATEGORIE Speaker's Corner

Per capire cos’è il tempo, possiamo disegnare nuvole. Non è facile: significa entrare in un flusso armonico ininterrotto e inseguire forme che non esistono più. Ma è un esercizio utilissimo per farci apprezzare, ogni giorno, che quello che passa e va siamo noi – gli inventori del tempo – e non gli oggetti che ci circondano.

Testo e disegni di Mario Trimarchi

Il tempo è un mistero. Crediamo che esista all’infuori di noi, come categoria platonica, ma che sorpresa quando arriva la consapevolezza che il tempo siamo noi.

Siamo noi che passiamo, inesorabilmente ma sorridendo, siamo noi che cambiamo lentamente o d’improvviso, siamo noi che reinventiamo ogni mattina passato presente e futuro. (continua sotto l’immagine)

mario trimarchi disegno

Non so se ci fa bene pensare al tempo, forse sarebbe meglio pensare che non ci sia.

Un oggetto è bello forse perché è stato costruito mille anni fa, o forse perché è stato progettato mercoledì scorso. La presunzione della nostra centralità ci spinge a creare categorie di giudizio e a dire che qualcosa è fuori moda o evergreen o degno di revival.

Ma un oggetto è, e basta.

Cos’è il tempo? Per capirlo, disegno nuvole

Per avvicinarsi alla comprensione del tempo, da qualche tempo consiglio di disegnare le nuvole.

È impegnativo: le nuvole scivolano via mentre le rincorriamo con gli occhi cercando di bloccare il loro movimento, così che dobbiamo ricordare le loro forme di un momento fa, fissare le forme dell’adesso, prevederne il mutamento fra qualche secondo. In pratica, entrare in un flusso armonico ininterrotto che ci fa inseguire forme che non esistono più.

Appena si crede di aver afferrato una qualche certezza, il mondo si è già spostato un poco più in là.

Il tempo oggi e domani siamo sempre noi

Allora il nostro tempo interseca il tempo delle case e delle cose, e ci accorgiamo ingenui che molti oggetti c’erano già prima di noi. E capiamo finalmente che quel bicchiere di vetro in offerta speciale che trattiamo con indifferenza perché pensiamo valga poco potrà essere qui tra duemila anni.

La vita degli oggetti attraversa senza clamore le generazioni degli uomini e delle donne, e gli uomini e le donne a volte piangono quando un oggetto si rompe e muore. Ma nessun oggetto ha mai pianto per la morte di uno di noi.

Gli oggetti, quasi immortali loro malgrado, vincono ancora una volta.

Disegni di Mario Trimarchi

 

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