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Perché il video La Lombardia è Pronta è raccapricciante (e cosa dice di chi ci amministra)

written by Laura Traldi
CATEGORIE Opinioni

C’è qualcosa di davvero odioso nel video “La Lombardia è pronta” di Regione Lombardia. Che non è solo la presa per i fondelli dell’apertura-non-apertura o del trionfalismo, del moralismo e della banalità delle immagini da banca dati corporate di quarto livello. Ma il “distancing” che crea tra noi e chi ci amministra.

Come ha scritto Ilaria Marelli (una che non fa politica ma è una semplice progettista ma pare aver capito molto più di loro) la vera sfida oggi – anche per chi progetta un video – è interpretare il social distancing come una distanza fisica che permetta però una vicinanza sociale.

Il video “La Lombardia è pronta” di Regione Lombardia fa esattamente l’opposto.

Promette una vicinanza fisica ed emotiva parlando di riapertura trionfale e inneggiando ai nostri “eroi”. Ma crea una distanza incolmabile con noi tutti.

Lo fa innanzitutto con scelte di tono obsolete. Tra crescendo apocalittico, voice-over da American hero, alternanza di riprese strappalacrime e d’azione, il video di Regione Lombardia è il classico prodotto di branding già fuori moda nei primi anni 2000. E poi lo fa con il contenuto. Esagerazioni vuote da propaganda – che appaiono come tali a tutti, credo, senza distinzione politica – e che fanno pensare: ci credono davvero degli scemi.

Non capire la comunicazione oggi vuol dire non capire la gente

Questo allontanamento sarebbe stato un autogol anche prima del Coronavirus. Però ora questa scelta denota un tale non-ascolto del cambiamento che davvero preoccupa.

Il fatto è che chi ci amministra non ha capito quello che sta succedendo nella comunicazione. E, permettetelo – non lo dico perché è il mio mestiere ma perché è vero – questo non è un dettaglio da poco. Perché il modo in cui è cambiato il nostro modo di comunicare è uno specchio di come ci stiamo evolvendo. E ignorarlo, da parte di chi ci governa, è un fatto gravissimo perché significa che non avere idea di chi siamo né di cosa abbiamo bisogno. Né avere alcun interesse di scoprirlo (basterebbe affidarsi a professionisti bravi del settore e voilà).

la lombardia è pronta

Un must dagli anni 90 in tutti i film corporate: mano con terriccio e piantina per indicare la rinascita

Per andare sul pratico, cosa è cambiato nel nostro modo di essere e comunicare?

La prima grande differenza rispetto a prima è che ci siamo abituati alla spontaneità. I messaggi laccati, troppo confezionati, sono improvvisamente vecchi. È successo all’improvviso: da un giorno all’altro ci siamo trovati a dover fare dirette in streaming organizzate alla bell’e meglio e ora ci va bene così.

Non è tanto (o non solo) il fatto di poter curiosare nelle vite delle persone (o di vedere Anna Wintour in tuta). Ma il cambio di registro e il desiderio, da parte di tutti, di mostrare qualcosa di inaspettato di sé: se stessi per come si è davvero. Il video “La Lombardia è Pronta” di Regione Lombardia fa esattamente l’opposto.

La seconda grande differenza rispetto a prima è che verrà premiato chi ha qualcosa da dire davvero. Perché, ammettetelo, davvero non se ne può più dei video in streaming o delle dirette Instagram ma è più un problema di quantità vs qualità. Troppa carne al fuoco. Troppe ripetizioni di concetti sempre uguali. Poca chiarezza su cosa verrà discusso. Siamo nel Far West, al momento. E sopravviverà chi troverà una modalità che funzioni a lungo termine nel rapporto tra la necessità di esserci e quella di essere rilevante per il proprio pubblico. La prima regola: niente banalità, esagerazioni o bugie. Cioè l’opposto di quanto comunicato dal video “La Lombardia è Pronta” di Regione Lombardia.

La terza grande differenza rispetto a prima – ma la più importante – è che viviamo in un mondo di interdipendenza dove prosperano le persone generose. Chi dà perché prova piacere a farlo – il piacere di fare piacere agli altri. Chi dà perché ha capito che così alimenta il bene comune. Chi dà perché ne ha voglia e poi si vedrà. Penso a tutti i musicisti che fanno concerti online, ai dj che creavano le discoteche sui balconi, a chi fa tutorial sulla qualunque. Cosa avremmo fatto senza le insegnanti di ginnastica dei 30 mins abs? O di yoga? Come non adorare Tom Ford che impartisce lezioni su come essere belli quando si fa una videoconferenza? Il video di Regione Lombardia fa l’opposto: si dà la pacca sulla spalla e non indica alcuna via su come andare avanti. Molto più utile, a questo punto, il consiglio del Ti Attacchi Al Cazzo Quiz da Il Terzo Segreto di Satira.

La quarta grande differenza rispetto a prima è che le cose che poi ci ricorderemo di questa full immersion digitale sono quelle che non imitano la realtà ma ne creano una nuova. Il concerto di Travis Scott su Fortnite non era figo perché scimmiottava un live vero ma perché in nessun live si sarebbero potute fare cose come quelle che sono accadute in quell’evento. Che spiega perché nessun evento reale dovrebbe mai temere quelli virtuali: sono semplicemente un’altra cosa. (Coming out: questa cosa me l’ha spiegata mio figlio, 15 anni, il che la dice lunga). Il video “La Lombardia è Pronta” di Regione Lombardia non solo non tenta qualcosa di nuovo ma nemmeno degna di uno sguardo il contemporaneo. È bloccato ai primi anni 90 (non nel senso di Oasis, Nirvana e rave parties ma di globalizzazione corporate).

Insomma, questo video dice moltissimo su chi lo ha pensato e fatto produrre: una personalità politica paternalista, antiquata, lontana, auto-celebrativa e moralista.

Davvero, ci meritiamo di meglio.

8 risposte a “Perché il video La Lombardia è Pronta è raccapricciante (e cosa dice di chi ci amministra)”

  1. Nadia ha detto:

    Grazie Laura anch io sono stanca di subire in qualche modo…..

  2. Marco ha detto:

    E poi c’è anche chi comunica per davvero:

    https://youtu.be/L0HPAsD6DsQ

  3. topbtw ha detto:

    Resto stupito da tanta arroganza ! La frase “Insomma, questo video dice moltissimo su chi lo ha pensato e fatto produrre: una personalità politica paternalista, antiquata, lontana, auto-celebrativa e moralista. ” a chi si riferiscono tali giudizi “sommari” e definitivi ? Avete avuto un confronto con chi lo ha realizzato ? Avete sentito anche la sua opinione ? Non pare proprio.. Mi pare invece un modo “anquatto” di fare polemica giornalistica… senza nessun confronto con chi la pensa in modo diverso.. Questa è una mia opinione personale, certamente non più rispettabile delle contrarie, ma neanche di meno.
    Opinione della quale, rivendico legittimità e rispettabilità anche quando dico che non la penso – come al solito – come numerosi altri. E ricordo a tutti che l’odio, come noto, non è altro che il non sopportare le libertà degli altri.. Ed allora , chi mai non sopporta le mie libertà ?

    • Laura Traldi ha detto:

      Buongiorno e grazie del suo commento. Ovviamente quando si dice “chi lo ha pensato e fatto produrre” ci si riferisce alla committenza più che a chi ha realizzato il lavoro. Cioè alla Regione Lombardia, presumo ufficio comunicazione. Che non ha messo il credito per la realizzazione: risalire a chi ha materialmente prodotto il video non è quindi cosa semplice (come imvece dovrebbe). Lei può ovviamente non essere d’accordo con quello che dico. Ma è la mia opinione. E anche se avessi parlato con chi lo ha realizzato la mia opinione rimarrebbe la stessa. Da un punto di vista della comunicazione, ciò che ho scritto è quello che a mio avviso comunica questa comunicazione. Che io leggo come paternalista, antiquata, lontata, auto-celebrativa e moralista. Se lei ci vede altro è padronissimo di farlo. Però la pregherei di capire che non si tratta di polemica giornalistica ma di dire la propria opinione e di argomentarla punto per punto. Lei può fare lo stesso se vuole e io la ascolterò. Può usare questo forum. Non mi permetto mai di criticare le cose senza argomentare le mie posizioni, né di insultare nessuno. Non c’è nessun tipo di odio in quello che ho scritto e io ho un enorme rispetto per la libertà altrui, anche la sua ovviamente e per questo la invito se ha voglia di spiegarmi perché non è d’accordo con quello che ho scritto. Buona giornata e grazie dell’attenzione.

  4. passeggini ha detto:

    a me pare più grave di così. Quello che non mi piace, del video, sono le cose che mancano. Si vedono solo: infermiere, carpentieri, agricoltori, qualche computer. Mancano donne lavoratrici, mancano le scuole, manca lo sport, manca tutta, tutta, tutta la socialità: bar, ristoranti, concerti, teatri… manca chiunque non sia in un’età compresa tra i cinque e i venticinque anni. Dove sono gli adolescenti? Questo solo per dire le prime impressioni, senza stare a pensarci più di qualche minuto.
    Chi ha fatto il video non si è preso la briga neanche di immaginarsi due persone vicine che non fossero padre e figlia. Pronti. Partenza. Aiuto.

  5. Andrea ha detto:

    Autocelebrativo, inutile, vecchio, non veritiero, demagogico, non credibile, obsoleto, noioso, ma sì anche arrogante. Praticamente una ciofeca di propaganda becero politica stile Dc. Siamo ancora fermi lì? I tempi sono cambiati, ma alcuni politici si credono ancora l’ombelico del mondo invece ne sono il….

  6. Simona Castellani ha detto:

    Buongiorno Laura, voglio ringraziarti per questa tua generosità e competenza. Vederne così tanta in così poco spazio mi emoziona. Hai argomentato in modo sapiente il tuo pensiero, hai aperto gli occhi, la mente e il cuore di chi ti legge. Mi sto specializzando sul tema della comunicazione della sostenibilità e ho sempre creduto che il primo elemento da progettare nella comunicazione sia proprio la FIDUCIA e tu, in questo articolo, hai dettato le regole della costruzione di fiducia senza nemmeno citarla. Mi ha colpito molto il tema della creazione di scenari nuovi (versus imitazione della realtà): questa è anche l’operazione più complessa da gestire all’interno di una negoziazione ed è un grande talento quello di saper integrare gli interessi di più parti generando la maggior quantità di valore per tutti, nel rispetto del contesto in cui ci si muove (una sorta di community-holder che è un’evoluzione dello stake-holder). Grazie infinite!

  7. Gaia ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo. Un tono falso, una comunicazione inutile che peraltro non corrisponde alla realtà: non sono pronti i tamponi, per esempio.
    Purtroppo rispecchia tanti politici “tutto fumo e niente arrosto”…

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